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Test per le intolleranze alimentari: di quali fidarsi

intolleranze alimentari

Quando si parla di intolleranze alimentari spesso si fa molta confusione. In realtà, ad oggi, le uniche due intolleranze scientificamente riconosciute sono l’intolleranza al lattosio e la celiachia (intolleranza permanente al glutine). Entrambe richiedono test diagnostici specifici e la valutazione di uno specialista gastroenterologo.

Diverso è il caso delle allergie alimentari: qui il sistema immunitario reagisce in maniera anomala a un alimento, causando sintomi che possono variare da semplici manifestazioni cutanee a disturbi gastrointestinali, fino ad arrivare nei casi più gravi allo shock anafilattico. La diagnosi viene effettuata attraverso test cutanei o sierologici, sempre sotto la supervisione di un allergologo.

Come si diagnosticano le intolleranze alimentari

Per l’intolleranza al lattosio il test di riferimento è il breath test, che misura la concentrazione di idrogeno nell’aria espirata dopo l’assunzione di lattosio.
Per la celiachia, invece, si parte con esami del sangue (anticorpi anti-transglutaminasi, anti-endomisio e antigliadina deaminata). Se i valori risultano alterati, lo specialista può richiedere una biopsia del duodeno tramite esofagogastroduodenoscopia, esame che consente di confermare la diagnosi con certezza.

Attenzione ai test per le intolleranze alimentari

Spesso chi soffre di disturbi come gonfiore, digestione difficile o alterazioni intestinali tende ad auto-diagnosticarsi un’intolleranza e ricorre a test venduti sul mercato privato. Il problema? Questi test non hanno alcuna base scientifica. Le diete restrittive che ne derivano possono dare un sollievo temporaneo, ma alla lunga rischiano di creare squilibri nutrizionali senza risolvere la vera causa dei sintomi, che molto spesso è legata a stili di vita poco sani piuttosto che a un singolo alimento.

Sicurezza degli esami

Il breath test e i test sierologici sono sicuri e indolori. L’esofagogastroduodenoscopia, invece, è un esame invasivo, ma le complicanze sono estremamente rare (inferiori allo 0,05%). Di solito viene eseguito in sedazione cosciente, e solo in casi particolari è necessaria una sedazione profonda con anestesista.

Come si svolgono i test per le intolleranze alimentari

  • Breath test: prevede la raccolta di campioni di aria espirata prima e dopo l’assunzione di lattosio sciolto in acqua.
  • Test sierologici: un semplice prelievo di sangue.
  • Esofagogastroduodenoscopia: un endoscopio viene introdotto attraverso la bocca per osservare esofago, stomaco e duodeno, dove vengono prelevati piccoli campioni di tessuto.

In sintesi, l’unico percorso corretto per diagnosticare un’intolleranza o un’allergia è affidarsi a uno specialista. Evitare scorciatoie non solo previene errori e diete inutilmente restrittive, ma protegge anche la salute nel lungo periodo.

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