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Virus respiratori in crescita nei bambini: cosa aspettarsi e come proteggerli nella stagione 2025-2026

bambini virus respiratori

La stagione invernale 2025-26 si preannuncia impegnativa per i servizi pediatrici, con un aumento significativo della circolazione dei virus respiratori. L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma prevede oltre 10.000 accessi al Pronto Soccorso nei prossimi mesi per infezioni respiratorie stagionali, un numero sovrapponibile a quello dello scorso anno ma con un anticipo di circa due settimane. La pressione sui servizi sanitari è determinata dalla combinazione di virus influenzali, virus respiratorio sinciziale (RSV), Covid-19 e numerosi virus parainfluenzali, che nel loro insieme potrebbero interessare oltre 5 milioni di bambini in Italia.

Una stagione impegnativa: i dati attesi

Nel corso della stagione 2024-25, i ricoveri al Bambino Gesù per infezioni respiratorie sono stati 1.378, con 49 accessi in terapia intensiva. Rispetto agli anni precedenti, si è osservata una riduzione dei quadri più gravi, attribuita alla maggiore disponibilità degli anticorpi monoclonali contro l’RSV. Tuttavia, l’elevata circolazione dei virus respiratori rimane un elemento critico, anche in ragione della precoce ripresa dei contagi tipica dei mesi più freddi. Gli esperti sottolineano che l’andamento osservato nel 2024-25 potrebbe ripetersi con caratteristiche simili, rendendo necessario mantenere alta l’attenzione.

Prevenzione: gli strumenti oggi disponibili

Le strategie preventive rivestono un ruolo centrale nel ridurre il rischio di complicanze e ricoveri. Il vaccino antinfluenzale continua a essere fortemente raccomandato per i bambini dai 6 mesi ai 7 anni, per i soggetti fragili, per le donne in gravidanza, per gli over 60 e per gli operatori sanitari. I pediatri ricordano inoltre l’importanza della vaccinazione anti-Covid, tuttora raccomandata nelle categorie a rischio.

Un elemento di novità degli ultimi anni riguarda la prevenzione dell’RSV, principale causa di bronchiolite nei neonati. Accanto agli anticorpi monoclonali disponibili già dalla scorsa stagione, è stato introdotto un vaccino destinato alle donne in gravidanza, capace di trasferire al bambino una protezione immunitaria nelle prime settimane di vita. Questo approccio sta contribuendo a ridurre i casi gravi e i ricoveri in terapia intensiva.

Accanto agli strumenti farmacologici, restano fondamentali le misure igieniche: il lavaggio frequente delle mani, la pulizia delle superfici, l’uso corretto dei fazzoletti e l’abitudine a evitare ambienti affollati quando possibile. Queste pratiche semplici ma efficaci sono particolarmente importanti nei mesi invernali, quando la trasmissione dei virus aumenta sensibilmente.

Gestione dei sintomi respiratori

La maggior parte delle infezioni respiratorie nei bambini ha un decorso spontaneo e tende a risolversi nell’arco di pochi giorni. Il paracetamolo rappresenta il trattamento di riferimento per febbre e dolori, mentre gli antibiotici devono essere utilizzati esclusivamente su indicazione medica, poiché sono inefficaci contro le infezioni virali. Per alleviare i sintomi nasali, sono utili i lavaggi con soluzione fisiologica. È fondamentale mantenere un’adeguata idratazione e monitorare lo stato generale del bambino.

Quando chiedere aiuto medico

Alcuni segnali richiedono una valutazione pediatrica urgente: febbre associata a difficoltà respiratorie, respiro affannoso o accelerato, sonnolenza anomala, segni di disidratazione, dolore persistente o peggioramento rapido del quadro clinico. Particolare attenzione deve essere riservata ai neonati, ai bambini prematuri e ai piccoli con patologie croniche respiratorie o cardiache. Gli esperti raccomandano di evitare l’automedicazione e di rivolgersi sempre al pediatra per ottenere indicazioni appropriate e sicure.

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