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Il vaccino preventivo per le patologie tumorali: cos’è e come funziona

Con il termine “vaccino preventivo” si intendono quei vaccini in grado di prevenire l’infezione da parte di virus come quello dell’epatite B (HBV) o del papilloma virus umano (HPV) che possono essere una delle cause di insorgenza di alcuni tumori.

I vaccini anticancro preventivi, quindi, sono in tutto e per tutto analoghi agli altri vaccini contro le malattie infettive (I vaccini: Quanti e quali tipi ne esistono?), ma hanno anche questo ulteriore effetto secondario positivo: riducono il rischio di ammalarsi di determinati tumori che sono favoriti o direttamente provocati dalla presenza di certi virus.

Il vaccino non ha un effetto diretto sul tumore del collo dell’utero nel caso del vaccino anti-HPV o del fegato nel caso del vaccino contro l’epatite B ma, poiché previene l’infezione che induce infiammazioni croniche o mutazioni dirette che sono la causa dei tumori, ha di fatto anche un’azione preventiva di tipo oncologico.

Vaccino preventivo contro il Papilloma Virus (HPV)

Il papilloma virus è responsabile di infezioni molto diffuse. Ne sono stati identificati più di un centinaio di tipi, la maggior parte causa lesioni come le verruche ma una quarantina di tipi di HPV infetta le mucose, soprattutto genitali. Alcune lesioni possono degenerare in forme tumorali.

I sierotipi ad alto rischio sono quelli oncogeni (in particolare ricordiamo i sierotipi 16 e 18) a questi sono dovuti circa il 70% dei tumori del collo dell’utero.

Il vaccino preventivo anti Papilloma virus deve essere somministrato prima della prima esposizione al virus, in questo modo sarà in grado di prevenire le lesioni genitali precancerose del collo dell’utero e di ridurre notevolmente la possibilità di sviluppo di neoplasia maligna. 

Alla fine del 2010, 18 Paesi dell’Unione Europea hanno introdotto la vaccinazione HPV nel calendario vaccinale.

Il vaccino preventivo anti HPV è composto da specifiche proteine antigeniche, prodotte con la tecnica del DNA ricombinante, che scatenano una risposta immunitaria da parte dell’individuo che ne viene a contatto con conseguente produzione di specifici anticorpi, in questo modo, nel caso di un eventuale esposizione futura al Papilloma virus, l’organismo riconosce immediatamente le cellule patogene e le attacca, impedendo al virus di esplicare la sua patogenicità ed arrecare danni.

Gli esami di screening

I test per lo screening del tumore del collo dell’utero sono il Pap-test e il test per la ricerca del Papilloma virus (HPV-DNA test).

Il test impiegato finora è il Pap-test, offerto ogni 3 anni alle donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni. Recenti evidenze scientifiche hanno dimostrato che sopra i 30 anni è più efficace il test per la ricerca del Papilloma virus (HPV-DNA test) effettuato ogni 5 anni, per questo motivo tutte le Regioni si stanno impegnando per adottare questo modello.

Vaccino preventivo contro l’epatite B (HBV)

L’epatite B è una malattia infettiva dovuta allo Human Epatitis B Virus , questo virus si trasmette mediante sangue e liquidi biologici infetti, come sperma, latte materno o secrezioni vaginali. 

L’infezione coinvolge il fegato e può causare epatite acuta o fulminante e può anche cronicizzare in circa il 5% dei casi.

Il vaccino preventivo anti epatite B è prodotto in laboratorio e contiene solo una componente antigenica del virus, il meccanismo di azione è lo stesso del vaccino anti HPV, ovvero si ha l’attivazione del sistema immunitario con produzione di anticorpi specifici contro il virus.

Il vaccino anti epatite B rientra tra le vaccinazioni obbligatorie che i nuovi nati devono fare entro l’anno di età e si somministra in tre dosi.

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