La malaria è una malattia infettiva causata da parassiti del genere Plasmodium, trasmessi all’uomo attraverso la puntura della zanzara Anopheles. Nonostante in Italia sia stata eradicata da decenni, rappresenta ancora oggi un importante problema di salute globale, con centinaia di migliaia di decessi ogni anno, soprattutto nei Paesi tropicali e subtropicali. Per chi viaggia in aree endemiche, il rischio non è trascurabile e richiede un’attenta pianificazione preventiva.
Come si manifesta la malaria e perché è pericolosa
I sintomi della malaria compaiono generalmente tra una e tre settimane dopo la puntura infetta e includono febbre alta, brividi, sudorazione, mal di testa, dolori muscolari e disturbi gastrointestinali. Poiché questi segnali possono essere confusi con altre infezioni comuni, il rischio è sottovalutare la malattia.
Nelle forme più gravi, in particolare quelle causate da Plasmodium falciparum, possono insorgere complicanze come anemia severa, insufficienza renale e coinvolgimento cerebrale, che possono essere fatali senza un trattamento tempestivo.
Prima della partenza: valutazione e profilassi
La prevenzione della malaria inizia prima del viaggio. È fondamentale informarsi sulla presenza della malattia nella destinazione scelta, considerando che il rischio può variare anche all’interno dello stesso Paese. Una consulenza medica presso centri di medicina dei viaggi consente di valutare l’eventuale necessità di una chemioprofilassi, ossia una terapia farmacologica preventiva.
Questa va iniziata prima della partenza e proseguita durante e dopo il soggiorno, secondo indicazioni precise. Particolare attenzione è necessaria per bambini piccoli e donne in gravidanza, categorie più vulnerabili alle forme gravi.
Durante il viaggio: protezione dalle punture
Anche in presenza di profilassi farmacologica, la protezione dalle punture di zanzara resta essenziale. L’uso di repellenti cutanei a base di DEET sulle parti esposte della pelle è una misura efficace, da applicare più volte al giorno.
È consigliabile indossare abiti chiari e coprenti, soprattutto nelle ore serali e notturne, quando le zanzare sono più attive. Dormire sotto zanzariere trattate con insetticidi rappresenta un’ulteriore barriera protettiva, in particolare in ambienti privi di aria condizionata.
Dopo il rientro: attenzione ai sintomi
Il periodo successivo al viaggio è altrettanto importante. La comparsa di febbre anche a distanza di settimane o mesi dal rientro deve sempre essere segnalata al medico, indicando chiaramente i luoghi visitati. La diagnosi precoce, effettuata tramite esami del sangue, è fondamentale per avviare rapidamente il trattamento e prevenire complicanze.
Negli ultimi anni sono stati compiuti progressi significativi nella lotta alla malaria, inclusi programmi di vaccinazione in diversi Paesi e lo sviluppo di nuove strategie preventive. Tuttavia, la prevenzione individuale resta il pilastro principale per chi viaggia. Informazione, consapevolezza e comportamenti adeguati possono ridurre drasticamente il rischio di contrarre la malattia.




