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Come funziona lo screening oncologico in Italia?

screening oncologico

Lo screening oncologico è un insieme di controlli periodici offerti alla popolazione sana con l’obiettivo di individuare precocemente alcuni tumori, prima che provochino sintomi. La diagnosi precoce consente di intervenire tempestivamente, aumentando le possibilità di cura e riducendo la mortalità.

In Italia, i programmi di screening sono organizzati dal Servizio Sanitario Nazionale e vengono offerti gratuitamente alle fasce di popolazione considerate a maggior rischio per età. Non si tratta quindi di esami da richiedere spontaneamente in assenza di indicazioni, ma di percorsi strutturati, regolati da linee guida nazionali e regionali.

Quali screening oncologici sono previsti

Attualmente in Italia esistono tre programmi di screening oncologico organizzati su tutto il territorio nazionale.

Lo screening per il tumore della mammella è rivolto alle donne in una determinata fascia di età, che varia leggermente a seconda della regione, ma generalmente compresa tra i 50 e i 69 anni. L’esame previsto è la mammografia, da eseguire ogni due anni. In alcune regioni la fascia è stata estesa fino ai 74 anni o anticipata ai 45 anni, secondo specifici programmi locali.

Lo screening per il tumore del collo dell’utero è rivolto alle donne tra i 25 e i 64 anni. Nelle donne più giovani si utilizza il Pap test con cadenza triennale, mentre nelle fasce di età più avanzate si utilizza il test per la ricerca del Papillomavirus (HPV test), generalmente ogni cinque anni. Questo screening ha contribuito in modo significativo alla riduzione dell’incidenza e della mortalità per tumore cervicale.

Lo screening per il tumore del colon-retto è rivolto a uomini e donne, di solito tra i 50 e i 69 o 74 anni, a seconda della regione. L’esame più comune è la ricerca del sangue occulto nelle feci, da eseguire ogni due anni. In caso di risultato positivo, viene proposta una colonscopia di approfondimento.

Come si accede allo screening oncologico

L’accesso avviene tramite una lettera di invito inviata a casa dalla propria ASL di riferimento. Nella comunicazione sono indicati l’appuntamento, il luogo e le modalità per effettuare l’esame, oltre alle informazioni per eventuali spostamenti o rinunce.

Non è necessario avere sintomi né una prescrizione medica. Lo screening è rivolto a persone apparentemente sane proprio perché l’obiettivo è intercettare eventuali lesioni precancerose o tumori in fase iniziale.

La partecipazione è volontaria ma fortemente raccomandata. Tutti gli esami previsti dal programma, compresi eventuali approfondimenti successivi, sono gratuiti.

Perché è importante aderire allo screening oncologico

Molti tumori nelle fasi iniziali non danno segnali evidenti. Aspettare la comparsa dei sintomi può significare arrivare a una diagnosi più tardiva e a cure più complesse. Lo screening permette invece di individuare alterazioni quando sono ancora piccole o addirittura precancerose, consentendo trattamenti meno invasivi e con maggiori probabilità di successo.

È importante ricordare che lo screening non sostituisce la visita medica in presenza di disturbi. Se compaiono sintomi sospetti, è sempre necessario rivolgersi al proprio medico, anche se si è al di fuori della fascia di età prevista o se si è recentemente effettuato un test di screening.

Lo screening oncologico in Italia è un programma pubblico e gratuito che riguarda tre tumori: mammella, collo dell’utero e colon-retto. È rivolto a specifiche fasce di età considerate a maggior rischio e prevede controlli periodici organizzati dalle ASL.

Aderire allo screening significa prendersi cura della propria salute in modo attivo e consapevole. La diagnosi precoce rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre la mortalità oncologica e migliorare le possibilità di cura.

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