In breve:
- Un ampio studio ha analizzato il rapporto tra caratteristiche del sonno e rischio di sviluppare diverse condizioni di salute.
- I ricercatori hanno utilizzato dispositivi da polso per monitorare il sonno di quasi 100.000 persone, valutandone durata e diverse fasi.
- Una maggiore quantità di sonno REM, la fase associata più frequentemente ai sogni, è risultata collegata a un rischio inferiore di 83 malattie.
- Anche una maggiore quantità di sonno profondo è stata associata a un minor rischio di alcune condizioni, tra cui diabete di tipo 2 e depressione maggiore.
- Nel complesso, una durata del sonno compresa tra 6 e 8 ore è risultata associata al rischio più basso di numerose condizioni di salute.
- I risultati mostrano associazioni statistiche e non dimostrano che dormire di più o aumentare una specifica fase del sonno possa prevenire direttamente le malattie.
Uno studio su sonno e salute a lungo termine
Dormire bene è considerato un elemento importante per il benessere generale, ma il rapporto tra caratteristiche del sonno e salute è ancora oggetto di studio. Una nuova ricerca pubblicata su PLOS Medicine ha analizzato i dati di 95.559 adulti britannici provenienti dalla banca dati UK Biobank, con un’età media di 56,2 anni.
A differenza di molti studi basati esclusivamente sulla durata del sonno riferita dai partecipanti, i ricercatori hanno utilizzato accelerometri indossati al polso per una settimana. Questo sistema ha permesso di raccogliere informazioni più dettagliate sulla durata e sulla regolarità del sonno e di stimare il tempo trascorso nelle diverse fasi del ciclo del sonno.
Il ruolo del sonno REM
Uno dei risultati più interessanti riguarda il sonno REM, la fase caratterizzata da una particolare attività cerebrale e nella quale si verificano frequentemente i sogni. Una maggiore quantità di sonno REM è risultata associata a un rischio inferiore di 83 condizioni di salute.
Tra quelle osservate figurano insufficienza cardiaca, ipertensione, fibrillazione atriale, cardiopatia ischemica, parkinsonismo, sclerosi multipla e demenze. Il dato, tuttavia, non significa che aumentare volontariamente il sonno REM possa prevenire queste patologie: lo studio ha rilevato una correlazione e non un rapporto diretto di causa-effetto.
Sonno profondo e diabete
Anche il sonno profondo, un’altra importante fase del ciclo del sonno, è stato associato a un minor rischio di sette condizioni. Tra queste figurano diabete di tipo 2, disturbo depressivo maggiore, apnea del sonno e malattia di Parkinson.
Al contrario, una maggiore quantità di sonno leggero è stata associata a diversi risultati, alcuni dei quali apparentemente contrastanti. Questo sottolinea quanto sia complesso il rapporto tra qualità del sonno, salute fisica e salute mentale.
Quanto conta la durata del sonno?
Lo studio ha inoltre evidenziato un’associazione tra una maggiore durata complessiva del sonno e un rischio inferiore di oltre 50 condizioni, tra cui diabete di tipo 2. Nel complesso, le persone che dormivano tra 6 e 8 ore per notte presentavano il profilo di rischio più favorevole.
Anche in questo caso, il dato va interpretato con cautela. La quantità di sonno necessaria può variare in base all’età e alle caratteristiche individuali e non è possibile stabilire una durata ideale valida per tutti sulla base di questo singolo studio.
Regolarità e qualità del riposo
I ricercatori hanno osservato anche il tempo trascorso svegli dopo essersi addormentati, un indicatore della frammentazione del sonno. Valori più elevati sono risultati associati a un rischio maggiore di alcune condizioni, tra cui dipendenza da sostanze psicoattive, abuso di alcol e osteoartrosi.
Anche i ritmi di sonno irregolari sono risultati associati a un rischio maggiore di dolore addominale, ansia e depressione maggiore. Gli stessi autori sottolineano però la possibilità di una cosiddetta causalità inversa: per esempio, alcuni disturbi possono alterare il sonno anziché essere provocati da una sua alterazione.
Come favorire un sonno di qualità
Per migliorare il riposo può essere utile mantenere orari regolari, soprattutto per il risveglio, esporsi alla luce naturale al mattino e creare una routine rilassante prima di andare a letto. Anche una camera silenziosa, buia e fresca può favorire il sonno.
Gli esperti consigliano inoltre di limitare l’uso degli schermi prima di coricarsi, evitare la caffeina nelle ore pomeridiane e non consumare pasti pesanti a ridosso del momento di andare a letto. L’attività fisica regolare rappresenta infine un altro elemento importante per sostenere la qualità del riposo e il benessere generale.







