Nel ciclismo non sempre l’atleta più potente è quello che riesce ad andare più forte. Quando la strada aumenta di pendenza, infatti, il vantaggio passa spesso ai corridori più leggeri. Il motivo è il rapporto peso-potenza, espresso in watt per chilogrammo (W/kg), che indica quanta potenza un ciclista riesce a sviluppare in relazione al proprio peso.
In salita, dove il lavoro necessario per avanzare è fortemente condizionato dalla gravità, avere più watt per ogni chilogrammo da portare verso l’alto può fare una differenza decisiva.
Cos’è il rapporto peso-potenza
Il rapporto peso-potenza si ottiene dividendo la potenza sviluppata dal ciclista per il suo peso corporeo. Per esempio, 250 watt prodotti da un atleta di 60 kg corrispondono a circa 4,2 W/kg, mentre gli stessi 250 watt prodotti da un ciclista di 80 kg equivalgono a circa 3,1 W/kg. Il rapporto permette quindi di confrontare atleti di corporature diverse.
Secondo i valori riportati nell’articolo, un amatore ben allenato può mantenere circa 3 W/kg per un’ora, mentre un professionista può arrivare intorno ai 6 W/kg e i migliori corridori dei grandi Giri possono sostenere tra 6,5 e 7 W/kg su salite di 30-40 minuti.
In pianura conta la potenza, in salita il rapporto
La bicicletta deve superare diverse forme di resistenza: quella dell’aria, l’attrito delle gomme sull’asfalto, gli attriti meccanici e, quando la strada sale, la forza di gravità. In pianura, alle velocità tipiche del gruppo, la resistenza aerodinamica rappresenta la componente più importante e può assorbire fino all’80-90% della potenza.
In questo caso, un corridore più pesante ma molto potente può avere un vantaggio rispetto a uno scalatore leggero. In salita, invece, la velocità diminuisce e la resistenza dell’aria diventa meno rilevante. Ogni metro di dislivello richiede di sollevare il peso del ciclista e della bicicletta contro la gravità: a parità di watt, quindi, il ciclista più leggero può procedere più rapidamente.
Scalatori e passisti: fisici costruiti per terreni diversi
Le caratteristiche fisiche dei ciclisti riflettono anche le diverse esigenze delle gare. I passisti e gli specialisti delle cronometro sono generalmente più grandi e pesanti e possono sviluppare una potenza assoluta molto elevata. Filippo Ganna, per esempio, è alto 193 centimetri e pesa circa 82 chilogrammi: caratteristiche che contribuiscono alle sue straordinarie prestazioni a cronometro e in pianura, ma che rappresentano uno svantaggio nelle lunghe salite.
Gli scalatori sono invece generalmente più minuti e leggeri e possono raggiungere rapporti watt/kg particolarmente elevati. Essere semplicemente più leggeri, però, non è sufficiente: perdere troppa massa può significare perdere anche muscolo e quindi potenza. L’obiettivo è trovare il miglior equilibrio tra peso e potenza sostenibile.
Il peso non determina da solo la prestazione
Un Grande Giro non è composto esclusivamente da tappe di montagna: ci sono percorsi pianeggianti, collinari e prove a cronometro. Per questo il ciclismo professionistico non premia necessariamente gli atleti più leggeri in assoluto, ma quelli capaci di trovare il migliore equilibrio tra peso, potenza e caratteristiche del percorso.
Il rapporto peso-potenza è quindi fondamentale in salita, ma la prestazione complessiva nasce dall’interazione di molte qualità fisiche e tecniche.







