- Jet lag sociale: il disallineamento tra orologio biologico e impegni quotidiani può causare una perdita cronica di sonno.
- Ritardo di fase del sonno: circa uno studente universitario su cinque tende naturalmente ad addormentarsi e svegliarsi più tardi.
- Conseguenze: la carenza di sonno può influire su concentrazione, umore, ansia e rendimento nello studio.
- Rischi a lungo termine: la privazione cronica di sonno è associata a un maggiore rischio di diverse patologie, tra cui diabete, obesità e malattie cardiovascolari.
- Diagnosi e trattamento: il disturbo può essere confuso con l’insonnia, ma può essere affrontato attraverso percorsi personalizzati basati sul monitoraggio del ciclo sonno-veglia.
- Cronoterapia e fototerapia: modificare gradualmente gli orari del sonno e utilizzare la luce al risveglio sono alcune delle strategie impiegate per riallineare l’orologio biologico.
Quando l’orologio biologico non coincide con gli impegni
Dormire poco non significa sempre soffrire di insonnia. Tra gli studenti universitari, una parte significativa della popolazione presenta infatti un ritmo sonno-veglia naturalmente più tardivo, che può entrare in conflitto con gli orari delle lezioni, dello studio e del lavoro.
Questa condizione viene definita ritardo di fase del sonno e, secondo i dati riportati dal Centro di riferimento regionale di Medicina del Sonno dell’ospedale Molinette di Torino, interessa circa uno studente universitario su cinque. Quando l’orologio biologico non coincide con gli impegni quotidiani, si può creare un vero e proprio “jet lag sociale”: una condizione di disallineamento che, settimana dopo settimana, porta ad accumulare un debito di sonno.
Jet lag sociale e insonnia non sono la stessa cosa
Il jet lag sociale presenta alcune somiglianze con quello provocato dai viaggi attraverso diversi fusi orari, ma in questo caso non è necessario spostarsi. Il problema nasce dalla distanza tra il momento in cui l’organismo sarebbe naturalmente predisposto a dormire e quello imposto dalla vita quotidiana.
Una persona con un ritmo circadiano tardivo può, per esempio, avere difficoltà ad addormentarsi presto la sera e dover comunque alzarsi al mattino per seguire le lezioni. Il risultato è una riduzione costante delle ore di sonno. Questa condizione può essere confusa con una semplice insonnia e, di conseguenza, rimanere sottodiagnosticata o ricevere un trattamento non adeguato.
Le conseguenze sulla salute e sul rendimento
La privazione di sonno può avere ripercussioni sia sul benessere psicologico sia sulle capacità cognitive. Nel breve periodo, il jet lag sociale può favorire sonnolenza durante il giorno, maggiore stress, difficoltà di concentrazione, ansia e alterazioni dell’umore, con possibili conseguenze anche sul rendimento universitario.
Quando la carenza di sonno diventa cronica, i rischi per la salute aumentano ulteriormente. Un sonno insufficiente e prolungato nel tempo è infatti associato a una maggiore probabilità di sviluppare condizioni come obesità, diabete e malattie cardiovascolari, oltre ad altre patologie croniche.
Come si può intervenire
Per affrontare il ritardo di fase del sonno è importante innanzitutto identificare le caratteristiche individuali del ciclo sonno-veglia. Il Centro di riferimento regionale di Medicina del Sonno delle Molinette, in collaborazione con l’Università di Torino, ha sviluppato protocolli personalizzati basati anche sul monitoraggio strumentale del ritmo sonno-veglia.
Tra gli interventi utilizzati c’è la cronoterapia, che prevede uno spostamento graduale e programmato dell’orario in cui ci si corica, con l’obiettivo di riportare il sonno in linea con gli impegni quotidiani. Può essere associata alla fototerapia, attraverso l’esposizione al risveglio a una luce calibrata, che contribuisce a riallineare l’orologio biologico. In alcuni casi può essere previsto anche l’utilizzo della melatonina, sempre all’interno di un percorso personalizzato e sotto indicazione professionale.
L’importanza di riconoscere il problema
Distinguere un disturbo del ritmo circadiano dall’insonnia è fondamentale per individuare l’intervento più appropriato. Una difficoltà persistente nel rispettare gli orari quotidiani, accompagnata da sonnolenza e stanchezza durante il giorno, non dovrebbe essere sottovalutata. Prestare attenzione alla qualità e alla regolarità del sonno significa infatti tutelare non soltanto il rendimento nello studio, ma anche la salute e il benessere nel lungo periodo.







