Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Il sistema immunitario in anziani e bambini

Riproduci video

Come si sviluppa il sistema immunitario nei bambini?

Lo sviluppo delle difese immunitarie dei bambini dipende dalla formazione di nuovi anticorpi, ossia delle proteine delegate al contrasto e all’annientamento di virus, batteri e agenti potenzialmente nocivi. (Il sistema immunitario )

Le fasi di sviluppo degli anticorpi nei bambini:

  • lo sviluppo di anticorpi già presenti alla nascita e acquisiti dalla madre
  • la formazione di anticorpi in seguito al contatto con l’ambiente
  • la formazione di anticorpi grazie alle vaccinazioni

Sviluppo di anticorpi acquisiti dalla madre

I bambini ricevono i loro primi anticorpi già durante la gravidanza,  infatti attraverso la placenta la madre inizia a fornire loro una prima protezione verso alcuni agenti esterni pericolosi. Così facendo già dai primi giorni di vita gli anticorpi ricevuti iniziano a svolgere un’azione protettiva sull’organismo del neonato.

Nel periodo successivo alla nascita, l’allattamento diventa un fattore cruciale. Tramite il latte, oltre alle sostanze nutritive continuano ad essere trasmessi nuovi anticorpi. Ciò spiega anche perché i bambini allattati al seno tendono ad avere delle difese immunitarie più forti rispetto a chi è stato allattato artificialmente.

Formazione di anticorpi in seguito al contatto con l’ambiente 

La principale modalità attraverso la quale si creano e si rafforzano le difese immunitarie dei bambini è il contatto con l’ambiente esterno. Relazionandosi con persone e oggetti si entra in relazione anche con gli agenti esterni dannosi e non, contro i quali l’organismo reagisce creando nuovi anticorpi al fine di creare uno scudo protettivo.

Più si cresce, più si entra in contatto con l’ambiente e più il sistema immunitario viene quindi incentivato a rafforzarsi. Ecco perché è consigliabile far giocare i bambini in ambienti puliti, ma non sterili, in quanto l’assenza totale di agenti patogeni limiterebbe lo sviluppo delle loro difese.

Lo sviluppo di anticorpi avviene prevalentemente in età prescolare,  in quanto i bambini durante il gioco hanno una minore propensione nel  rispettare le regole di igiene seguite dagli adulti. I bambini più piccoli tendono infatti a sedersi a terra, a portarsi le mani alla bocca e a scambiarsi i giocattoli con gli altri compagni.

Anche il cambio di stagione è un periodo delicato, a influire maggiormente sono gli sbalzi di temperatura che creano dei momentanei scompensi e l’indebolimento dell’organismo, soprattutto in tenera età, in particolare il momenti più critici sono quelli dei mesi invernali, quando i bambini passano più tempo a giocare al chiuso invece che all’aria aperta. La frequentazione di ambienti non aerati favorisce la proliferazione e la trasmissione dei virus e dei batteri, che nei momenti di contatto si diffondono con maggiore facilità.

Quasi paradossalmente si può quindi affermare che non è il freddo la causa del calo delle difese immunitarie, ma al contrario lo sono l’ambiente caldo all’interno del quale ci si rifugia proprio con l’idea di ammalarsi di meno. Per questo motivo non è assolutamente sconsigliato far giocare i bambini all’aperto, in modo da evitare che passino molto tempo in ambienti caldi, umidi e spesso poco areati dove i germi proliferano velocemente.

Formazione di anticorpi grazie alle vaccinazioni

vaccini sono uno strumento utile per rafforzare le difese immunitarie dei bambini proteggendoli da malattie potenzialmente molto pericolose. Attraverso la vaccinazione viene introdotto nell’organismo un agente non patogeno, che può essere un microorganismo vivo ed attenuato,  un microorganismo morto, oppure solo una parte di quel microorganismo che contiene comunque gli antigeni presenti sulla sua superficie, questi non sono in grado di causare la malattia, ma attivano il sistema immunitario che sarà in grado di sviluppare gli anticorpi contro la malattia vera e propria; se e quando il corpo verrà a contatto una seconda volta con quegli antigeni, avrà già degli anticorpi specifici pronti a combattere l’infezione.

Come cambia il sistema immunitario nell’anziano?

Con l’invecchiamento, il sistema immunitario purtroppo perde efficacia per diversi motivi:

  • La capacità di distinguere tra endogeno ed esogeno (self o non self) si riduce, di conseguenza sono più comuni le patologie autoimmuni, ovvero quelle patologie caratterizzate dal fatto che il nostro sistema immunitario riconosce come estraneo ciò che fa parte del nostro organismo e di conseguenza lo attacca;
  • macrofagi sono importanti cellule del sistema immunitario che distruggono i batteri, le cellule tumorali e altri antigeni, con l’invecchiamento queste cellule lavorano molto più lentamente. Tale rallentamento può essere un motivo per cui i tumori sono più comuni nei soggetti di età avanzata e la guarigione da infezioni risulta più lenta;
  • Anche i linfociti T rispondono meno velocemente;
  • Il numero di leucociti in grado di rispondere ai nuovi antigeni diminuisce perché c’è una minore capacità di produzione a livello midollare. Pertanto, nei soggetti di età avanzata, l’organismo è meno capace di riconoscere un antigene nuovo e di difendersi da esso;
  • Altri sistemi di sorveglianza, come le proteine del complemento o gli stessi anticorpi, vengono meno o divengono di-reattivi, interagendo con strutture dei tessuti normali (self) e riducendo la capacità di riconoscere e legare gli antigeni (non-self);
  • Sebbene la quantità di anticorpi prodotti in risposta a un antigene in genere rimanga pressappoco la stessa, la capacità degli anticorpi di legarsi all’antigene diminuisce. Tali variazioni possono anche parzialmente spiegare perché i vaccini sono meno efficaci nelle persone anziane e quindi perché è importante per gli anziani sottoporsi ai richiami.

Tutto questo accade perché l’invecchiamento compromette la funzionalità di numerosi organi, sistemi e apparati, incluso quindi il sistema immunitario.

Occorre inoltre considerare l’aumentata incidenza di carenze nutrizionali associata all’invecchiamento.

In particolare, i deficit di zinco, vitamina D e vitamina B12 così come l’insufficiente apporto di vitamina C e folati, compromettono ulteriormente le difese dell’anziano.

Per questo motivo risulta fondamentale una corretta alimentazione ricca di frutta e verdura che grazie alla presenza di antiossidanti possono colmare in parte queste carenze. (Come aumentare le difese immunitarie?)

Sintomi e Conseguenze

Tra i tipici segni, sintomi e conseguenze dell’immunosenescenza si ricordano 

  • Ridotta capacità di risposta agli agenti patogeni, con conseguente:
    • aumentato rischio di malattie infettive, come le infezioni respiratorie;
    • riattivazione di infezioni virali croniche (fuoco di Sant’Antonio);
  • Ridotta capacità di risposta ai vaccini;
  • Predisposizione a infiammazioni tissutali , con conseguente:
    • aumentato rischio di eventi cardiovascolari
    • osteoartrite
    • aumento dell’incidenza di patologie autoimmuni;
  • Rallentamento dei processi di guarigione;
  • Riduzione della sorveglianza immunologica con aumentato rischio di incidenza di patologie maligne.

Per approfondire

Leggi anche

Vaccini antitumorali ad mRNA: come funzionano?
Cos’è l’RNA messaggero? l’RNA messaggero (mRNA) è una molecola di RNA a singolo filamento, composto da nucleotidi, ovvero unità di base degli acidi nucleici che sono formati da tre componenti, uno zucchero, un gruppo fosfato e una base azotata (citosina, adenina, guanina e uracile). L’mRNA svolge un ruolo cruciale in quanto si presenta come l’intermediario […]
Leggi tutto e guarda il video
mRNA: cos’è? Quali sono le sue sue funzioni?
L’RNA messaggero (mRNA) è un filamento che rappresenta una copia della sequenza nucleotidica contenuta all’interno di un singolo filamento stampo di DNA. Questo processo, si verifica durante una delle fasi a cui va incontro la molecola di DNA, ovvero la fase di trascrizione. Una volta trascritto, l’mRNA viene sottoposto ad un processo di maturazione a […]
Leggi tutto e guarda il video
Vaccinoterapia o immunoterapia oncologica: strategia terapeutica ed effetti collaterali
La vaccinoterapia si sta sempre più integrando nel percorso terapeutico complessivo del paziente oncologico, contribuendo a creare un approccio terapeutico “multimodale” che prevede l’utilizzo combinato o sequenziale di diverse strategie terapeutiche come chirurgia, radioterapia e chemioterapia.Un esempio è rappresentato dalla recente attivazione di studi clinici che prevedono l’utilizzo di vacciniantitumorali dopo completa rimozione chirurgica della […]
Leggi tutto e guarda il video

Rimani aggiornato


    Ho letto e accetto la Privacy Policy.