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Igiene delle mani: quante volte al giorno bisogna lavarle davvero?

lavare mani

Lavarsi le mani è una delle abitudini più semplici ed efficaci per prevenire la diffusione di virus, batteri e altre infezioni. Dopo gli anni della pandemia di Covid-19, però, l’attenzione verso questo gesto quotidiano sembra diminuire.

Secondo una ricerca dell’Osservatorio Opinion Leader 4 Future, realizzata con la Fondazione Policlinico Gemelli, oggi gli italiani si lavano le mani in media sei volte al giorno, meno rispetto agli anni immediatamente successivi alla pandemia. Anche l’uso dei gel disinfettanti è calato sensibilmente.

Eppure i microrganismi continuano a circolare ogni giorno attraverso le mani e le superfici che tocchiamo.

Perché le mani trasmettono così facilmente le infezioni

Le mani rappresentano uno dei principali veicoli di trasmissione delle malattie infettive. Basta toccare superfici contaminate, portarsi le mani al viso oppure starnutire senza protezione per favorire il passaggio di virus e batteri da una persona all’altra.

Non si tratta soltanto del Covid-19. Attraverso le mani possono diffondersi:

  • influenza;
  • raffreddore;
  • gastroenteriti;
  • varicella;
  • morbillo;
  • infezioni batteriche intestinali e respiratorie.

Un corretto lavaggio interrompe questa catena invisibile di trasmissione e riduce in modo importante il rischio di contagio.

Quante volte al giorno bisogna lavarsi le mani?

Non esiste un numero “perfetto” valido per tutti. Gli esperti sottolineano che conta soprattutto lavarle nei momenti giusti, più che il numero preciso di volte.

In generale, è importante lavarsi le mani:

  • prima di mangiare o cucinare;
  • dopo essere andati in bagno;
  • dopo aver tossito o starnutito;
  • dopo aver utilizzato mezzi pubblici;
  • dopo aver toccato superfici molto frequentate;
  • dopo il contatto con animali;
  • prima e dopo aver medicato una ferita;
  • quando si rientra a casa.

Per molte persone questo significa lavarle diverse volte al giorno, spesso anche più di sei.

Smartphone e dispositivi elettronici: i grandi dimenticati

Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza che smartphone, cuffie e computer possano accumulare germi e batteri. Il cellulare, in particolare, viene toccato continuamente: sui mezzi pubblici, mentre si mangia, dopo aver toccato maniglie o superfici sporche. Pulirlo regolarmente aiuta a ridurre il rischio di contaminazione indiretta.

Anche tastiere, mouse e cuffie andrebbero igienizzati periodicamente, soprattutto se utilizzati fuori casa o condivisi con altre persone.

Come lavarsi le mani correttamente

Molti italiani conoscono ormai le regole base dell’igiene respiratoria e del lavaggio delle mani. Tuttavia, tra sapere e mettere davvero in pratica certe abitudini esiste ancora una distanza importante.

Con la fine dell’emergenza pandemica, infatti, è diminuita la percezione del rischio. Questo porta molte persone ad abbassare l’attenzione verso comportamenti preventivi che invece restano fondamentali tutto l’anno.

Un lavaggio efficace richiede acqua e sapone per almeno 20-30 secondi. È importante strofinare bene:

  • palmi;
  • dorso delle mani;
  • spazi tra le dita;
  • pollici;
  • unghie;
  • polsi.

Quando acqua e sapone non sono disponibili, può essere utile un gel igienizzante a base alcolica, lasciandolo asciugare completamente sulle mani.

Perché l’igiene delle mani continua a salvare vite

Negli ospedali l’igiene delle mani è considerata una delle misure più importanti per prevenire infezioni anche molto gravi. Ma il principio vale nella vita quotidiana di tutti.

Le mani pulite proteggono non solo noi stessi, ma anche le persone più fragili: bambini, anziani e chi ha difese immunitarie più basse.

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