La Dieta Mediterranea è considerata uno dei modelli alimentari più salutari al mondo, ma una sua evoluzione potrebbe offrire benefici ancora maggiori. Si tratta della cosiddetta Green Mediterranean Diet (Green-MED), una versione che pone un’attenzione ancora più marcata sugli alimenti di origine vegetale, ricchi di polifenoli e proteine vegetali.
Un recente studio internazionale suggerisce che questo regime alimentare possa migliorare il metabolismo dei folati e contribuire a ridurre il rischio cardiovascolare, soprattutto nelle persone con una predisposizione genetica a metabolizzare meno efficacemente questa importante vitamina.
Folati più elevati e migliori indicatori di salute
La ricerca ha evidenziato che le persone che hanno seguito la Green Mediterranean Diet presentavano livelli di folati nel sangue significativamente più elevati rispetto a chi seguiva una dieta mediterranea tradizionale o semplici linee guida per un’alimentazione sana.
L’aumento dei folati è stato associato a una migliore sensibilità all’insulina, a una riduzione dell’infiammazione, a un minor accumulo di grasso viscerale ed epatico e a un miglioramento del profilo lipidico. I folati, infatti, svolgono un ruolo essenziale nella sintesi e nella riparazione del DNA e nei processi che regolano l’attività dei geni.
Quando la genetica incontra l’alimentazione
Particolare interesse ha suscitato il ruolo della variante genetica MTHFR, presente in una parte della popolazione e responsabile di una ridotta capacità di metabolizzare i folati.
Lo studio ha osservato che le persone portatrici di questa variante genetica, se aderivano con costanza alla Green Mediterranean Diet, mostravano una riduzione del rischio cardiovascolare rispetto a chi seguiva meno fedelmente questo modello alimentare. I ricercatori ipotizzano che alcuni alimenti caratteristici della dieta possano attivare vie metaboliche alternative, compensando almeno in parte il difetto genetico.
Più spazio agli alimenti vegetali
La Green Mediterranean Diet mantiene i principi della dieta mediterranea tradizionale, ma aumenta ulteriormente il consumo di alimenti vegetali. Tra gli elementi distintivi figurano tè verde, noci e un frullato quotidiano contenente lenticchia d’acqua, una piccola pianta acquatica naturalmente ricca di proteine, fibre, minerali e folati.
Gli esperti sottolineano comunque che, anche in assenza di questo specifico alimento, è possibile ottenere benefici privilegiando alimenti naturalmente ricchi di folati come spinaci, cavolo riccio, ceci, lenticchie, fagioli ed edamame. L’aspetto più importante resta la qualità complessiva dell’alimentazione e la sua continuità nel tempo.
Una nuova prospettiva per la nutrizione personalizzata
Lo studio ha inoltre osservato modifiche nell’attività di alcuni geni coinvolti nel metabolismo dei folati, suggerendo che una dieta mirata possa influenzare favorevolmente alcuni processi biologici senza modificare il patrimonio genetico.
Sebbene siano necessari ulteriori studi per confermare questi risultati e comprenderne appieno i meccanismi, le evidenze rafforzano il concetto di nutrizione personalizzata: uno stile alimentare adeguato potrebbe contribuire a ridurre l’impatto di alcune predisposizioni genetiche e sostenere la salute cardiometabolica nel lungo periodo.







