In breve:
- Cuore: fino a 3-5 tazze di caffè al giorno, equivalenti a circa 400 mg di caffeina, possono essere compatibili con la salute cardiovascolare nella maggior parte degli adulti.
- Fegato: alcune ricerche suggeriscono che un consumo elevato di caffè possa essere associato a un minore rischio di cirrosi e tumore del fegato.
- Fibrillazione atriale: uno studio clinico ha rilevato una riduzione del rischio di recidiva tra le persone che consumavano almeno una tazza di caffè con caffeina al giorno.
- La risposta è individuale, genetica, sensibilità alla caffeina e modalità di consumo possono influenzare gli effetti del caffè.
- I possibili benefici non significano che sia necessario aumentare il consumo di caffè; per alcune persone la caffeina può aumentare la pressione, provocare palpitazioni o disturbare il sonno.
- Le evidenze più recenti suggeriscono un possibile ruolo protettivo del consumo moderato, ma il caffè non deve essere considerato una terapia o una prescrizione preventiva.
Caffè e salute cardiovascolare
Il caffè è una delle bevande più consumate al mondo e negli ultimi anni numerose ricerche ne hanno analizzato i possibili effetti sulla salute. Secondo una recente dichiarazione scientifica dell’American Heart Association, per la maggior parte degli adulti fino a 3-5 tazze di caffè al giorno, equivalenti a circa 400 milligrammi di caffeina, possono essere compatibili con la salute cardiovascolare.
Un consumo moderato è stato associato a un possibile minor rischio di alcune condizioni, tra cui fibrillazione atriale, malattia coronarica, insufficienza cardiaca e ictus.
Possibili benefici per il fegato
Il consumo di caffè è stato studiato anche in relazione alla salute epatica. Una ricerca condotta su oltre 354.000 adulti inseriti nella UK Biobank ha seguito i partecipanti per un periodo mediano di 13 anni. Tra coloro che consumavano almeno cinque tazze di caffè al giorno è stata osservata una riduzione del rischio di cirrosi, carcinoma epatocellulare e mortalità legata a malattie del fegato. Secondo gli esperti, alcuni dei possibili effetti protettivi potrebbero essere legati alla presenza nel caffè di antiossidanti e altri composti vegetali, oltre ai possibili effetti sul metabolismo e sulla regolazione della glicemia.
Una tazza al giorno e fibrillazione atriale
Anche il rapporto tra caffeina e fibrillazione atriale, un’aritmia caratterizzata da un battito cardiaco irregolare, è stato recentemente approfondito. In uno studio clinico del 2025, 200 persone con fibrillazione atriale persistente sono state assegnate casualmente a consumare almeno una tazza di caffè con caffeina al giorno oppure a evitare la caffeina per sei mesi.
Nel gruppo che consumava caffè è stato osservato un rischio di recidiva inferiore del 39%. I risultati mettono quindi in discussione l’idea che la caffeina debba essere necessariamente evitata dalle persone con fibrillazione atriale, anche se le indicazioni devono essere valutate individualmente.
Gli effetti della caffeina variano da persona a persona
La quantità di caffè che può essere consumata senza effetti indesiderati non è uguale per tutti. La capacità di metabolizzare la caffeina è influenzata anche da fattori genetici e alcune persone possono essere più sensibili di altre. In questi casi, un consumo elevato può favorire aumento della pressione arteriosa, palpitazioni, agitazione o disturbi del sonno.
Anche la quantità di caffeina contenuta nella bevanda può variare considerevolmente in base al tipo e alla preparazione del caffè. Per questo motivo, il limite di circa 400 milligrammi al giorno rappresenta un riferimento generale e non un obiettivo da raggiungere.
Moderazione e qualità del consumo
Le evidenze disponibili suggeriscono quindi che, per molti adulti sani, il consumo moderato di caffè possa inserirsi in uno stile di vita equilibrato e possa essere associato ad alcuni benefici per la salute cardiovascolare ed epatica. Questo non significa, tuttavia, che bere più caffè sia necessariamente meglio.
È inoltre importante considerare ciò che viene aggiunto alla bevanda: un caffè nero o poco zuccherato ha caratteristiche nutrizionali molto diverse da preparazioni ricche di zuccheri e grassi. In presenza di condizioni di salute specifiche, particolare sensibilità alla caffeina o disturbi del sonno, è opportuno valutare il consumo individuale con un professionista della salute.







