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Cadute negli anziani: un over 65 su cinque è caduto nell’ultimo anno

anziani cadono

Le cadute rappresentano una delle principali cause di disabilità, perdita di autonomia e ricovero negli anziani. I dati più recenti della sorveglianza Passi d’Argento dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), relativi al biennio 2023-2024, fotografano un fenomeno diffuso ma ancora sottovalutato: un anziano su cinque ha riportato almeno una caduta nell’ultimo anno, con conseguenze spesso significative sulla salute fisica e psicologica.

La frequenza e le conseguenze delle cadute

Secondo il rapporto, il 20% degli over 65 ha subito una caduta nel corso dell’ultimo anno. Nel 18% dei casi l’incidente ha causato una frattura, mentre il 16% ha richiesto un ricovero ospedaliero. Questi dati confermano la gravità del fenomeno e il suo impatto sulla qualità di vita della popolazione anziana.

Le cadute non sono solo episodi isolati: spesso rappresentano un campanello d’allarme per condizioni di fragilità più profonde, richiedendo interventi preventivi mirati.

Dove avvengono le cadute

La casa si conferma il luogo più rischioso. Il 54% degli episodi avviene infatti tra le mura domestiche, seguite da strada (20%), giardino (21%) e altri contesti (5%). Nonostante ciò, solo il 67% degli anziani utilizza almeno uno strumento anticaduta come tappetini antiscivolo, maniglioni o seggiolini per la doccia. Un dato che evidenzia un margine di miglioramento significativo nella prevenzione domestica.

Chi è più a rischio

Il rischio di caduta aumenta con l’età: si passa dal 15% tra i 65-74enni al 31% negli over 85. Le donne risultano più colpite degli uomini (24% contro 15%), probabilmente anche a causa della maggiore prevalenza di osteoporosi.

Fattori socioeconomici e culturali contribuiscono a ampliare la vulnerabilità: il 29% delle persone con difficoltà economiche e il 45% di chi ha basso livello di istruzione riferisce almeno una caduta. Questi dati suggeriscono la necessità di interventi mirati alle fasce più fragili della popolazione.

Paura di cadere e impatto psicologico

La paura di una nuova caduta riguarda complessivamente il 34% degli anziani, ma sale fino al 53% tra gli ultra 85enni che ne hanno già subita una. Questa apprensione può innescare un vero e proprio “circolo vizioso”: il timore induce a ridurre i movimenti, limitare le uscite e diminuire l’attività fisica, aumentando la fragilità e il rischio di nuovi incidenti.

L’indagine rileva anche una correlazione con la salute mentale: il 17% degli anziani che hanno avuto una caduta presenta sintomi depressivi, rispetto al 7% del campione totale. Le cadute non sono dunque solo eventi fisici, ma episodi che incidono profondamente sulla sfera psicologica e relazionale.

Il ruolo degli operatori sanitari

Nonostante la diffusione e le conseguenze del fenomeno, solo l’11% degli anziani dichiara di aver ricevuto consigli da medici o altri professionisti su come prevenire le cadute. Questo dato evidenzia la necessità di integrare la prevenzione nelle pratiche assistenziali di routine, soprattutto per le fasce più a rischio.

Dopo il calo registrato nel periodo pandemico, i dati 2024 mostrano un ritorno ai livelli osservati nel 2016. Le cadute restano quindi un problema rilevante e persistente tra gli over 65. Rafforzare la prevenzione, promuovere l’uso di presidi domestici e sostenere il benessere psicologico sono passi fondamentali per proteggere autonomia e qualità di vita delle persone anziane.

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