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Attività creative e invecchiamento cerebrale: Il ruolo di danza e giochi cognitivi nella salute del cervello

ballare cervello

Numerosi studi hanno dimostrato che mantenere una mente attiva attraverso attività creative contribuisce a preservare la salute cerebrale durante l’invecchiamento.

Attività creative e invecchiamento cerebrale: lo studio

Una recente ricerca pubblicata su Nature Communications aggiunge un elemento particolarmente rilevante a questo quadro: l’impegno in attività creative non solo supporta le funzioni cognitive, ma potrebbe anche contribuire a rallentare l’invecchiamento biologico del cervello. Lo studio suggerisce che le persone coinvolte in modo continuativo in pratiche creative presentano, in media, un’“età cerebrale” più giovane rispetto ai coetanei non coinvolti in tali attività.

La ricerca ha analizzato dati sanitari e neuroimaging di oltre 1.400 partecipanti provenienti da 13 Paesi. All’interno del campione erano presenti esperti di tango, musicisti, artisti visivi e giocatori abituali di videogiochi strategici.

Secondo la psicologa Aneta Brzezicka, co-autrice dello studio e responsabile del Center for Neurocognitive Research presso la SWPS University in Polonia, queste attività condividono caratteristiche fondamentali per il benessere del cervello: sono cognitivamente impegnative, emotivamente coinvolgenti, spesso sociali e richiedono coordinazione motoria fine. Proprio questa combinazione sembra renderle particolarmente efficaci nel sostenere la salute delle reti neurali più vulnerabili all’invecchiamento.

Per stimare l’età cerebrale dei partecipanti, i ricercatori hanno utilizzato modelli computazionali noti come “brain clocks”. Questi algoritmi apprendono come l’attività cerebrale cambia normalmente con l’età e confrontano tali modelli con i dati di nuovi individui, basandosi su registrazioni EEG e MEG.

La differenza tra l’età cronologica e quella stimata dal modello, definita “brain age gap”, consente di valutare se il cervello stia invecchiando più rapidamente o più lentamente rispetto alla media.

Giochi e danza: effetti positivi sull’invecchiamento

I risultati hanno mostrato che, in tutti i domini analizzati, gli esperti presentavano pattern di attività cerebrale giudicati in media da quattro a sette anni più giovani rispetto a soggetti non esperti con caratteristiche demografiche simili. Questo effetto è risultato particolarmente evidente nelle regioni fronto-parietali, coinvolte in attenzione, coordinazione e processi decisionali complessi.

Un aspetto di grande interesse è che benefici misurabili sono emersi anche in soggetti impegnati in programmi di allenamento di breve durata. In uno studio di training, circa 30 ore di pratica intensiva con un videogioco strategico sono state sufficienti a produrre un ringiovanimento stimato di circa tre anni nell’età cerebrale.

Pur trattandosi di uno studio correlazionale, e quindi non in grado di stabilire un rapporto di causa-effetto, la coerenza dei risultati across diverse attività creative rafforza l’ipotesi che tali pratiche possano contribuire a costruire una maggiore “riserva cognitiva”.

Esperti esterni sottolineano inoltre l’importanza della creatività come componente essenziale dell’intelligenza, capace di stimolare pensiero astratto, flessibilità cognitiva e nuove modalità di problem solving. In una prospettiva di salute pubblica, coltivare interessi creativi fin dall’età adulta emerge così come una strategia promettente per promuovere un invecchiamento cerebrale più sano e resiliente.

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