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Alcol e cervello: anche bere poco può avere effetti sulla salute cerebrale

alcol cervello

Per anni il consumo moderato di alcol è stato considerato relativamente sicuro, se non addirittura compatibile con alcuni benefici per la salute. Oggi però la ricerca scientifica sta progressivamente cambiando prospettiva. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Alcohol suggerisce infatti che anche quantità considerate “a basso rischio” potrebbero avere effetti negativi sul cervello, soprattutto con l’avanzare dell’età.

I ricercatori hanno osservato che anche un consumo moderato di alcol può essere associato a una riduzione del flusso sanguigno cerebrale, un elemento fondamentale per garantire ossigeno e nutrienti alle cellule del cervello.

Alcol e cervello: cosa dice lo studio

Lo studio ha coinvolto 45 adulti sani tra i 22 e i 70 anni, senza disturbi da dipendenza da alcol. I partecipanti sono stati sottoposti a questionari sulle abitudini di consumo e a risonanze magnetiche per valutare volume cerebrale, spessore della corteccia e flusso sanguigno nel cervello.

I risultati hanno mostrato una correlazione tra maggior consumo di alcol e minore perfusione cerebrale, cioè una riduzione del sangue che raggiunge alcune aree del cervello. L’effetto risultava più evidente nelle persone che consumavano più alcol nel corso della vita e negli adulti più anziani.

Le aree maggiormente coinvolte erano i lobi frontali e temporali, fondamentali per memoria, linguaggio, attenzione e capacità cognitive.

L’effetto dell’alcol sul flusso di sangue al cervello

Il cervello ha bisogno di un costante apporto di ossigeno e sostanze nutritive. Quando il flusso sanguigno si riduce, anche in modo lieve ma cronico, le cellule cerebrali possono andare incontro a stress e invecchiamento precoce.

Secondo gli autori dello studio, uno dei possibili meccanismi coinvolti è lo stress ossidativo: un processo che favorisce danni cellulari e infiammazione e che è già associato all’invecchiamento e al declino cognitivo.

Inoltre, negli adulti più anziani con maggiore esposizione all’alcol nel tempo, i ricercatori hanno osservato anche un assottigliamento della corteccia cerebrale, una condizione che può aumentare il rischio di deterioramento cognitivo e demenza.

“Basso rischio” non significa “nessun rischio”

Gli esperti sottolineano che lo studio è osservazionale e basato su un numero limitato di partecipanti, quindi non dimostra un rapporto diretto di causa-effetto. Tuttavia, i risultati si inseriscono in un filone di ricerche sempre più ampio che mette in discussione l’idea di un consumo completamente sicuro di alcol.

Secondo il dottor Dung Trinh, intervistato da Medical News Today, il messaggio principale è chiaro: “basso rischio” non significa “assenza di rischio”.

Anche senza abuso o dipendenza, il consumo abituale di alcol potrebbe avere effetti misurabili sulla salute cerebrale, soprattutto nel lungo periodo.

Le attuali raccomandazioni sul consumo di alcol

Le linee guida internazionali continuano a raccomandare moderazione. Attualmente si considera “moderato”:

  • fino a un drink al giorno per le donne;
  • fino a due drink al giorno per gli uomini.

Tuttavia, sempre più studi suggeriscono che ridurre ulteriormente il consumo possa essere una scelta favorevole per la salute generale, inclusa quella neurologica.

Gli stessi autori dello studio spiegano che saranno necessarie ricerche più ampie per confermare questi risultati e capire meglio gli effetti dell’alcol su equilibrio, memoria, coordinazione e funzioni cognitive nel tempo.

Nel frattempo, il messaggio che emerge è prudente ma importante: anche un consumo occasionale o moderato di alcol potrebbe non essere neutro per il cervello, specialmente con l’avanzare dell’età.

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